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Descrizione
Situato in Piazza Vittorio Veneto, ai piedi della collina torinese con vista sul Po, sulla Gran Madre e sul Monte dei Cappuccini, il Bokaos gode di una particolarità che lo rende unico: oltre all’ingresso aulico dalla piazza, si accede al locale attraverso un antico camminamento sotterraneo, lungo circa 30 metri, collegato direttamente con i Murazzi del Po. L’ingresso lungo il fiume è posto a – 6 metri rispetto al piano stradale e ci consente, quindi, di vivere due realtà cittadine che siamo abituati a cogliere separatamente.
Quasi un cronotipo architettonico dove il rapporto spazio/tempo/luogo muta sorprendentemente a seconda del percorso che si sceglie di compiere.
Il locale insiste su di uno spazio di 320 metri quadrati, suddivisi tra un piano terra (Piazza Vittorio) ed un piano interrato (Murazzi del Po).
Il piano interrato è caratterizzato dall’ingresso dal tunnel sotterraneo. Quest’ultimo in pietra e mattoni è stato volutamente lasciato com’era, l’unico nuovo intervento è una pedana rialzata in fogli di alluminio ed illuminata, che consente il passaggio di tutti gli allacciamenti tecnici e le canalizzazioni dell’aria. Il piano interrato è un lounge-bar di forma allungata dove legno e pelle nautica caratterizzano un ambiente caldo e accogliente. Dieci cubi luminosi retro illuminati, con immagini macro di ispirazione vegetale, scandiscono il percorso verso il piano superiore al quale si accede tramite una scala in carpenteria metallica, scoprendo un’altro banco bar e la sala ristorante.
Le pareti grigie, quasi nere, si alternano alle specchiature dell’acciaio inox lucido del banco bar e del relativo soffitto in un gioco di contrasto e di riflessi tra interno ed esterno. L’effetto è sorprendente: quattro grosse finestre si aprono verso il Po, la Gran Madre e i portici di Piazza Vittorio Veneto. Le finestre sono progettualmente considerate dei diaframmi tra interno ed esterno. Tutte allestite con piani in acciaio, sotto i quali sono stati creati micro giardini zen, permettono la visibilità del locale dall’esterno, assicurandone al contempo la privacy dei clienti all’interno.
Per garantire l’effetto filtro desiderato si è lavorato con tre elementi ripetuti per ogni finestra: un piano di mescita in acciaio inox, una application adesiva con la branderizzazione del logo ed un giardino zen, che interrompe la continuità del pavimento tra interno ed esterno diventando un elemento attrattivo di forte impatto verso l’esterno.
La sala ristorante è caratterizzata da una grossa croce in acciaio inox a soffitto, contenitore dei fari ad incasso, la quale oltre ad illuminare in modo puntuale e zenitale i tavoli, spezza visivamente l’altezza eccessiva delle volte, rendendo l’ambiente più raccolto. La parete di fondo di tutto il locale è caratterizzata da una boiserie in listoni di legno a toni di grigio con inserti di acciaio, di pannelli laccati e di vetri satinati retro illuminati. La colonna centrale, perno dell’intervento, ed elemento divisorio tra sala ristorante e zona bar è stata ingrandita e rivestita di pannelli laccati bianco ghiaccio.
Le sedie sono disegnate da Mario Mazzer per Ycami (sedia gin) e gli sgabelli sempre di Ycami sono di Tomoko Azumi (lem).
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Gallery
Credits
- progetto > +STUDIO ARCHITETTI ASSOCIATI; con Filippo Orlando, Davide Mosconi, Emanuela Consiglio
- localizzazione > piazza Vittorio Veneto 23, Torino
- tipologia > interni – ristorazione
- cronologia > 2002
- crediti fotografici > Roberto Tealdi – Teaphoto